Aurea mediocritas

Stamattina mi sono svegliata con tanto di quel tempo libero e neanche una goccia di volontà. Ho gironzolato per casa raccogliendo qualche vestito lasciato qui e lì per darmi un tono da casalinga indaffarata. Ho fatto colazione e lasciato la tazza nel lavello perchè ho cominciato a sudare. Ho fissato il muro per un quarto d’ora. Alla fine di questo dolce far niente, ho deciso di mettermi a scrivere per l’ennesima volta un blog.

Sì perchè mica è la prima volta che tento questa strada. Addirittura mentre frequentavo lo IED, ci fecero comprare un dominio su Aruba. I 50 euro spesi peggio nella storia dello shopping. Il docente diceva cose del tipo “hosting”, “dominio”, che suonavano alle mie orecchie come formule magiche durante l’ora di pozioni a Hogwarts. Vedevo i miei compagni di corso cambiare font e inserire link, sembrando tanti Russell Crowe che fa John Nash mentre scrive le sue teorie sullo specchio del bagno.

A me faceva solo ridere la parola Aruba. Andare Aruba. Aruba mazzetto.

In conclusione mi sono detta che io non sono capace a tenere un blog. Ci vuole una disciplina che a me manca. Ho cominciato più diete di Nadia Rinaldi, finendo sempre per nutrirmi di insalata i primi tre giorni e di bastoncini Findus gli altri, tanto mi alleno e poi è sempre pesce.

Ci vuole costanza. Figuriamoci, io sono passata dal pianoforte – quando uscì Lezioni di Piano per cui andai in fissa credendo che se avessi continuato, un nerboruto maori mi avrebbe portata in un atollo a fare nulla se non suonare – alla chitarra elettrica nel periodo della ribellione adolescenziale. Era il momento del grunge e io odiavo tutti. Oggi odio tutti ma senza uno strumento.

E, last but not least, sono distratta. L’altro giorno ci ho messo due ore per raccogliere i panni. Piegavo una maglietta e mi veniva in mente la foto di una gita scolastica che dovevo assolutamente cercare. Provavo ad accoppiare i calzini e la mia attenzione veniva catturata da qualche programma su malattie fastidiose e mortali in televisione.

Perchè, allora, sto scrivendo oggi? Un po’ per accontentare mia madre. Lei crede veramente in queste cose strampalate. Non ha mai voluto che diventassi un medico o un ingegnere, se le avessi detto di voler essere la regina del cinema muto avrebbe detto “ok”. Però odia che si perda tempo. Nella top ten delle sue frasi più ricorrenti c’è “cosa hai fatto di produttivo per la tua vita oggi?”. Per me già non aver dato fuoco a casa è una risposta più che sufficiente, ma non per lei.

Un po’ per tutti gli amici che nella vita hanno riso o si sono commossi su un qualcosa scritto da me, convincendomi che, forse, qualche parola in croce la posso dire anch’io.

E, infine, per tutti quelli che magari hanno pensato di non aver molto da condividere. Non sanno cucinare, non sanno fotografare, non sono Dante Alighieri. A tutti loro voglio rivolgere il mio messaggio di speranza “sticazzi”.

La classe politica sa governare? E allora proprio io oggi mi devo dare pena se il mio blog apporterà un cambiamento nel panorama letterario mondiale?

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2 pensieri su “Aurea mediocritas

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