Cattiva maestra

Se sono al secondo post, vuol dire che quantomeno ho capito la sezione Articoli di WordPress for Dummies. Che poi il blog non sia indicizzato, non ho un dominio, continuo a non avere chiaro il concetto di hosting e SEO, è un altro paio di maniche. Ho detto che mi sono laureata, non che abbia capito come. D’altronde il giorno della tesi i miei genitori mi hanno dato uno di quei biglietti a forma di quotidiano con su scritto “sia ringraziata la Madonna” “nessuno ci credeva più” e altre amenità. Confido nel fatto che, come alla fine ‘sta matematica non mi è servita poi a molto (tanto a un certo punto sono arrivati degli sfigati che hanno creato lo smartphone), nello stesso modo verrò a capo di questi piccoli dettagli. E siccome sono bionda, la riflessione del giorno è sulla televisione. Ma non tipo Popper quando parla di “cattiva maestra” o in termini di quarto potere e il Signore sta arrivando, fingetevi morti. No no no, proprio di programmi televisivi da guardare quando si ha bisogno di far respirare il cervello. Vorrei potervi dire qualcosa di veramente profondo, dimostrare ai miei genitori che i soldi spesi per la mia istruzione sono stati benedetti. Invece no, siamo nati per morire e i soldi usateli per un buon corso di ricostruzione unghie. Pratico, esentasse e immediato. Se però cercate una risposta a un bisogno impellente dopo una giornata a pensare, risolvere problemi, cercare scappatoie, creare situazioni, Real Time è il vostro uomo. Visibile sul canale 131 di Sky e 31 del digitale terrestre.

1) Il Nostro Piccolo Grande Amore. In realtà al momento questa serie è terminata, ma ha rallegrato le mie giornate per lungo tempo e, non si sa mai, potrebbe ricominciare. Si seguono le vicende di una coppia di nani che adottano altri due nani per finire la collezione di Polly Pocket. Certo sono nani ricchi e questo li agevola non poco nella vita quotidiana. Provate a essere nani a San Basilio, uno ce ne avevamo qua a Roma e lo hanno arrestato (per vostra conoscenza). Però sono carini, non come Tyrion Lannister ma carini e utili allo scopo di farvi sperare che tutti nella vita possono accoppiarsi.

2) Il Boss delle Cerimonie. Se mai mi sposerò, sarà nel castello di Don Antonio, vestita con sei kg di glitter e i capelli cotonati. La visione di questo programma ha un solo effetto collaterale: automaticamente sarete retrocessi alla quinta elementare.

3) My Body Bizarre. Qui il più pulito ha la rogna. Gente con tumori a forma di Doraemon, ultrasettantenni dalle dimensioni di Alvin Superstar Alvin Rock’n’Roll, individui senza naso senza bocca senz’anima. No se siete facilmente impressionabili, sì se il vostro problema più grande sono le doppie punte.

4) Malattie Imbarazzanti. Tre dottori usciti da Pitti Immagine infilano le dite nei posti più assurdi che riusciate a immaginare.

5) Tutti i programmi che contengono calorie, i cui protagonisti smadonnano e maledicono i morti dei concorrenti/partecipanti. Da Gordon Ramsey – l’originale in fatto di bestemmie al prossimo – a Ernst Knam, il Goebbels della pasticceria. Tutti tranne Benedetta Parodi, che la parola più volgare che usa è sac a poche.

6) Alta Infedeltà. Ricostruzioni rocambolesche di tradimenti, dove la scelta degli attori è stata fatta da Lory Del Santo.

7) Io e La Mia Ossessione. Quando penserete di uno tatuato che è “strano” o “trasgressivo”, provate a immaginare come sarebbe tornare un giorno a casa e una persona a voi cara vi comunica che è fidanzata con un delfino gonfiabile. Oppure a Natale, durante il pranzo dove spuntano parenti mai visti, la persona cara di cui sopra inizia a pasteggiare con il borotalco. Adavede che risate.

8) Il Mio Grosso Grasso Matrimonio Gipsy. Ragazze di quindici anni che si sposano con uomini dai denti d’oro (a volte senza denti), indossando vestiti decorati con uccelli del paradiso e pizze capricciose.

Potrei continuare per ore e, comunque, non riuscirei a rendere conto dell’affascinante mondo di Real Time. Da “Jessica Rizzo che non sapeva di essere incinta” ad “Ammazzerò tuo padre, tua madre e tre quarti della palazzina tua”.

E questo, miei giovani Padawan, è il mio contributo al mondo dei mass-media. Poi, se Sky mi vuole offrire uno stage alla luce della grande conoscenza e dedizione che ho dimostrato, non sarò certo io a rifiutare.

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