Cristo si è fermato a Eboli, ma poi il giorno dopo si è allungato a Sperlonga

Dopo giorni passati a fissare lo schermo, pensando “Ora scrivo, giuro che scrivo” e trovandomi, invece, a cercare una canzone su Google di cui conoscevo solo la melodia, forse oggi il fuoco sacro dell’arte si è impossessato di me. No, non è vero, è mia madre che già ha chiamato per chiedermi cosa stessi facendo di produttivo per la mia vita. Aspettative: sono al computer con le idee chiare per le prossime ore. Realtà: mi sto sbrodolando con il tè perchè mi distraggo tantissimo cercando di commentare i miei amici immaginari di Instagram. In più ho digitato “canzone che fa lalallllalalala” su Google nella speranza di trovare il titolo di una canzone del 1996.

A mali estremi, estremi rimedi, mi sono messa  a fare l’aggiornamento IOS che spero duri almeno due ore.

A proposito di Instagram, anche stavolta vorrei raccontarvi di un weekend passato a Sperlonga, una località di mare definita – come scoprirò in seguito – “perla del Tirreno”.
Potrebbe sembrare che io non faccia altro nella vita che la Iger (coloro che usano la già citata applicazione) e non è poi così lontano dalla realtà. Rivestire quel ruolo vuol dire fare lo stagista a tempo indeterminato, in un ambiente di pescecani in cui ti parlano di visibilità, nella speranza che un giorno qualcuno ti noti e ti riempia di omaggi da sponsorizzare o viaggi da intraprendere. Fino a quel momento, però, sborsi un sacco di soldi, vieni risucchiato in un vortice di foto da pubblicare e commenti da scrivere, perdi la stima di chi ti sta intorno e finisci con i cartoni della pizza impilati a parlare con il computer come il protagonista di Her.

C’è anche il rovescio della medaglia, di sconosciuti che possono diventare amici nella realtà, di attestati di stima come non ti sono arrivati per tutto il percorso accademico istituzionale, di frasi dette con il cuore che ti rallegrano l’intera giornata. E soprattutto di realtà locali che hanno saputo sfruttare al meglio le potenzialità del nuovo social, riuscendo a far emergere il proprio territorio, le tradizioni, le bellezze inesplorate.

Parlo, per esempio, della community di Igers Latina, un gruppo di tenaci professionisti e appassionati cittadini che, grazie al sostegno delle istituzioni locali, ha portato alla riscoperta del territorio pontino. Ma andiamo con ordine perchè l’aggironamento è finito e sento il sacro fuoco diventare fatuo.

GIORNO UNO – Arrivo e sistemazione in quel di Sperlonga. Ad accoglierci la proprietaria di Casa Celeste, una delle strutture messe a disposizione per ospitarci durante quel fine settimana. L’appartamento in cui ci troviamo è un gioiello di pavimenti in ceramica e terrazza affacciata sul mare, dove sedersi ad ascoltare il suono delle onde.

L’atmosfera prende subito una piega da gita delle superiori quando sei abbastanza grande per bere, non troppo per tirare ancora i capelli alle ragazze. Ci cambiamo con le porte socchiuse, litighiamo per l’unico bagno, ognuno si butta sul letto dell’altro. Fatevelo dire, ogni tanto fa bene allontanarsi da quella routine fatta di bollette, bollo dell’auto e panni da piegare, per poi tornare a casa ancora più depressi e pensare che “era meglio morire da piccoli, con i peli del culo a batuffolo, che morire da grandi soldati, con i peli del culo bruciati”.

La serata passa tra un aperitivo e una pizza ed è subito ora di andare a letto, perchè il diktat di chi ha a che fare con Instagram è l’alba. Non fare l’alba perchè siamo giovani, bellissimi e ubriachi in riva al mare, ma puntare la sveglia mentre c’è sempre qualcuno che dice: “Oh rega’, però dormimo che almeno cinque ore de sonno se le famo”. Alla pagina 777 di Televideo per chi chiama da fuori Raccordo.

GIORNO DUE – Alba, caccole agli occhi, capelli tirati su alla “come viene”, magliette del pigiama sotto i giubbotti. Ogni volta maledico me e tre quarti delle generazioni dei presenti, ma quando il sole getta tra i vicoli la sua luce rosa e il mare assume bagliori dorati, mi prende quel momento maestoso in cui tutto è perfetto e nel mio cervello parte The Tree Of Lifeun film che se non avete amato siete brutte persone.

Il giorno ha ormai preso piede su quell’istante pigro e immobile dell’alba e noi siamo pronti per fare colazione. Un consiglio su tutti, se vi trovate a Sperlonga, ordinate i cornetti con la mela cotogna tipici di quelle zone, il gusto asprigno del frutto unito alla morbidezza del cornetto vi ripagherà di qualsiasi alzataccia.

Il primo appuntamento della mattina prevede un incontro con i local managers e i rappresentanti del comune all’interno dell’auditorium, dove ci viene fatta una panoramica su quanto svolto finora per la rivalutazione delle zone pontine. Poi veniamo lasciati a scorrazzare per le vie del paese. Sperlonga vale davvero l’appellativo di “perla del Tirreno”; è una bomboniera raccolta su uno sperone di roccia, fatta di vicoli bianchi che salgono e poi scendono verso il mare. Ti puoi perdere a osservare una porta decorata con rete da pesca e conchiglie, come scendere al porto e sederti su uno scoglio in contemplazione. Oppure ti puoi fermare ad assaggiare un aperitivo a base di mozzarelle, crema di ceci e cous cous, gentilmente offerto a noi viandanti.

La giornata si conclude con una visita a Torre Truglia, una delle tante torri costruite in epoche lontane per avvistare e proteggere il paese dagli attacchi nemici.

Torno a casa dalla mia lavatrice, con un posto in più visitato, nuove risate condivise e un accumulo di ore di sonno spudorato.

IMG_0713

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...